Archivio articoli

Autore: Enrico Luschi 24 febbraio 2025
Ave villici! Finalmente, dopo la sbornia di baseball italiano, eccoci tornare a discettare di tutto lo scibile umano, come ai bei vecchi tempi. Ah, se vi sembro spocchioso nel discorrere di varie ed eventuali dovreste leggermi quando scrivo di baseball. In data odierna e dopo tanta assenza come esimersi dal parlare del mondo che sta letteralmente sgretolandosi ed è in mano ai pazzi? La data di oggi segna peraltro anche il terzo anno di guerra in Ucraina, la famosa guerra dei 3 giorni del fine stratega Putin. Stasera però non mi va di parlare di Putin e di Russia, vi lascio con la vostra convinzione in materia, quale che sia. Con l’elezione di Trump e specialmente nell’ultima settimana abbiamo visto la situazione Ucraina accelerare molto rispetto agli ultimi mesi, con quello che di fatto è un vero e proprio tradimento degli USA rispetto al ruolo storico dello Zio Sam nello scacchiere internazionale. I problemi interni americani (che ammetto di aver sottovalutato, ma sfido chiunque ad aver previsto questo delirio in un mese e poco più di presidenza Trump: la marcia verso l’oligarchia pare essersi messa irrimediabilmente in moto) sono problemi degli americani, il posizionamento degli USA in questo particolare momento invece sono cazzi che lambiscono anche i nostri culi, quindi mi sembra saggio interessarsene e cercare di capire cosa, come e perché sta succedendo tutto quel che sta succedendo. Dal momento dell’insediamento Trump ha riservato un trattamento incredibile agli alleati storici: basti pensare alle bordate riservate al Messico, al Canada e alla Danimarca per la Groenlandia, lasciando stare la boutade sui resort e le SPA a Gaza, che nemmeno il governo isrealiano si era mai anche lontanamente permesso anche solo di ventilare. In un mese, in poche parole, Donaldone si è fatto ridere dietro da mezzo mondo in politica estera, riuscendo solo a vincere una guerra a suon di tweet con il povero presidente della Colombia per la sorte di qualche clandestino rimpatriato in aereo a Bogotà. Nel mondo impazzito che stiamo vivendo io non sottovaluterei, in questo bordello, nemmeno l’opzione che abbia bisogno di un successo da sventolare in patria per cercare di di potersi fregiare di almeno un punto a suo favore, visto che in un mese pare averne azzeccate veramente poche. O almeno questo è quello che mi piace pensare, perché le altre opzioni gettano veramente nella disperazione più disarmante. Altra chiave di lettura potrebbe essere quella che Trump provi a far di tutto per accontentare l’affabile Putin nel tentativo di staccare la Russia dalla Cina, idea che francamente mi pare un po’troppo da Risiko e una cosa che non sta né in cielo né in terra. Le opzioni “positive” terminano qui, poi volendo potremmo aprire il corposo capitolo delle opzioni negative: qui lo spettro è veramente enorme e si va dalla totale pazzia del fagianotto arancione al totale asservimento nei confronti dello Zar della Corea dell’Ovest (il nome che dovrebbe essere assegnato formalmente alla Russia), passando per un piano di sconvolgimento dell’Ordine Mondiale basato su un Impero del Male che comprenderebbe in un legame petrol-gassifero Russia-Arabia-USA con scagnozzi vari a livello regionale che te li raccomando (Iran, Corea, Israele, Brasile, etc): roba da disturbati mentali che vi lascio volentieri, se cose di questo genere vi aggradano. Come sapete non sono particolarmente legato alle ipotesi complottistiche, se ne leggono di magnifiche in queste ore, io come al solito le disdegno tutte con uguale altezzosità. Ma devo confessare che non so bene cosa pensare della situazione: posso solo segnalare il totale dispiacere per l’aria tardo-repubblicana che sembra avvolgere gli Stati Uniti da almeno due lustri a questa parte. Una nazione divisa, probabilmente più vicina ad una guerra civile di quanto si creda, in affanno sul piano economico (per i loro standard, per i nostri sono ancora dei razzi irraggiungibili) e che sembrano voler dismettere i panni di poliziotto del mondo. Stavolta per davvero, dopo anni che lo dicono. Iniziò a parlare di questa opzione già Clinton, figurarsi se è una cosa nuova, poi l’11 Settembre cambiò il corso della Storia e abbiamo visto il disastro combinato dagli USA dalla guerra in Iraq in poi, con amministrazioni sia democratiche che repubblicane. Il mondo nel frattempo è cambiato, con l’emergere di nuovi attori su scala globale o regionale (non solo Cina, si pensi anche a Brasile, Turchia, India, etc etc) o il calare di alcune maschere su chi si pensava fosse qualcosa di diverso rispetto a quello che poi in realtà si è dimostrato essere (Iran, di riflesso Israele, Russia). In tutto questo l’Europa è rimasta alla finestra, paradossalmente immobile nel suo attivismo normativo di minchiate (tappi delle bottiglie di plastica, giusto per dirne una, ma scegliete voi quale tra i tanti esempi citare), perennemente persa dietro battaglie sbagliate (ad esempio il New Green Deal dietro alla simpaticissima Greta, che anche solo criticare costei garantiva, stranamente, la patente di insensibile “fascista”) se non direttamente nocive (la classificazione energetica delle abitazioni). Questa politica, oltre che far emergere e nutrire lucullianamente movimenti di squinternati in ogni angolo del Continente che stanno piano piano arrivando al governo ovunque, ha portato anche alla sottovalutazione del problema che adesso ci si presenta sotto gli occhi in tutta la sua drammaticità: abbiamo un vicino di casa in preda al delirio imperiale del suo Zar a fine vita. Ad essere sinceri non lo ha visto solo chi non lo ha voluto vedere: chi per totale disinteresse, chi perché tutto sommato se l’America invade l’Iraq allora bisogna togliersi la coccarda di migliori del mondo e stare zitti e buoni se la Russia invade prima la Georgia e poi due volte l’Ucraina nel giro di 15 anni perchè poi le bollette del gas signora mia, chi perché PACIEPACIE, chi perché accecato da un anti-americanismo da liceale perso dietro troppi libri letti e non capiti, chi perché bisogna essere “contro” ad ogni costo. Il dramma stavolta è che non è garantito l’ombrello USA-NATO, che ci ha permesso di prosperare e che ha evitato, per la prima volta nella storia, che ci sparassimo tra europei per 80 anni. Sicuri che i cugini di oltreoceano ci parassero perennemente il culo, ci siamo permessi nel corso degli anni anche di assumere la posizione dei saccenti col ditino puntato verso quelli scemi, che mangiano male, che hanno milioni di armi, che si vestono male, che sei stai male ti fanno morire se non hai l’assicurazione (minchia se avete la merda nel cervello, davvero), guerrafondai e che non sanno stare al mondo in quanto rozzi e non sofisticati come noi europei, scaltri e sagaci come nessuno. Ci siamo accorti all'improvviso 3 anni fa che avevamo totalmente smesso di preoccuparci di spese militari, facendoci anche prendere per il naso da battaglie ridicole come quelle del M5S degli albori contro gli F-35. Non so se ricordate la Germania che ad inizio guerra disponeva di 22 carri armati funzionanti e di come la Francia, per stessa ammissione del Ministro della Difesa, aveva missili per una guerra massimo di 3 giorni. Nemmeno questi 3 anni sembrano averci insegnato qualcosa: dopo tutto questo tempo e tutto quello che abbiamo visto, letto e sentito, sembra di essere ancora al punto di partenza. E’ di questa estate un rapporto del Kiel Institute tedesco che gettava luci inquietanti sulla preparazione delle forze europee: anche questo passato in cavalleria. La cosa drammatica in tutto questo non è tanto l’incredibile posizione italiana, dove in questi giorni brillano le miserie umane di Ciuseppi Conte ed i trumpiani di ferro della Lega, con i baldanzosi compagni di partito della Meloni che si vede che sbavano per potersi unire al coro giubilante dei servi sciocchi, ma che ammutoliti da compiti di governo ancora non osano l’inosabile. Non sono migliori i silenzi di quella pora cosa di Ellishlain, ma del resto avevate fiducia in costei solamente voialtri per consumare, finalmente, una grande vendetta – dopo 10 anni – contro quella merda di Renzi ed il neoliberismo imperante. Il dramma però mi pare totale a livello continentale, la rituale inedia condita dall’assenza di un leader riconosciuto ed in grado di tenere la barra dritta in questi momenti complicati. Nessuno dei grandi paesi sembra in grado di poter innalzarsi al ruolo di guida del continente, tutti presi come sono dietro a cazzi nazionali sia in Francia, che Germania che Spagna. Ah, stiamo parlando solo di coordinazione politica, ovviamente. Immaginarsi anche solo qualcosa di più mi pare francamente fantascienza: vi immaginate quanto possa essere realistico un esercito europeo? Ipotesi per me da accogliere favorevolmente, ma poi vengono al nodo i pettini: chi e quanto paga? E chi comanda? Siamo seri e limitiamoci al piano politico ed economico, che sarebbe già qualcosa. Già acquisti coordinati di forniture militari sembrano essere troppo, non facciamo voli pindarici. Perchè la musichina risuona già da alcuni mesi: “buuuuuuu le spese militari, e i pensionati con la minima”, discorsi di un patetico da essere quasi offensivi, perché o ottusi oltre ogni limite consentito o perché non in grado di capire che un conto è disporre di un minimo di armamenti in grado di fungere in chiave di deterrenza verso la Russia ed un conto è il dover usarli. Perchè a me sembra tanto un atteggiamento da rifiuto della realtà, rifiutiamo pervicacemente di riconoscere che uno degli argomenti della programmazione politica debba essere l’aumento delle spese militari e l’approvvigionamento di mezzi in grado di garantirci un eventuale vero distacco di colui il quel ci ha permesso per 80 anni di disinteressarci di spese militari e poterci focalizzare sul maestoso welfare che tutto il mondo ci invidia. Rifiutiamo di riconoscere ed accettare la realtà, come se un oncologo ci dicesse che abbiamo un tumore e che dobbiamo mettere in conto la chemio e noi rispondessimo che siamo tutti presi dall’organizzazione delle ferie del 2030 ed insomma il tumore no, è brutto. Oppure come l'assicurazione della macchina, in poche parole: non è che siccome l’ho pagata e al 31.12 non l’ho sfruttata vado a schiantarmi contro un muro perché ormai ho pagato. Saranno 4 anni lunghi, decisivi per questo continente: la tenuta politica del progetto UE mi pare che scricchioli fortemente e da 3 anni c’è anche una remota minaccia militare alle porte, che facciamo bellamente finta che non esista, perché non ci piace l’idea. Non esattamente la migliore delle situazioni. Se gli argomenti vi interessano le letture consigliate sono: “L’Inverno sta arrivando” e “Casa di Trump, Casa di Putin”, libri di qualche anno fa, il più recente è del 2018, ma sembrano scritti stamani.
Autore: Enrico Luschi 27 gennaio 2025
Oggi è la giornata della Memoria e questo è un post lungo e non facile da leggere, per cui il mio consiglio è di continuare a scorrere oltre e mettere like invariabilmente a post con foto di bottiglie di vino, post con utilizzo della parola genocidio più o meno a casaccio, post sponsorizzati di scarpe in offerta, post con ragazze mezze nude, sfide di calisthenics e così via. Oggi è la giornata della Memoria, con cui si ricorda l'ingresso nel campo di concentramento di Auschwitz, nel territorio di quella che oggi è Polonia, da parte delle truppe sovietiche. Di fatto la prima presa d'atto concreta di ciò che era la macchina di sterminio totale realizzata dal Terzo Reich, ideata e architettata in particolare da Hitler, Himmler (il capo delle SS con la quella faccia da topolino rancido) e Eichmann (il comandante delle SS ossessionato dagli ebrei che scappò in Argentina e fu preso dal Mossad; prima della condanna a morte dichiarò "Salterò nella mia tomba ridendo, perché la sensazione di avere sulla coscienza cinque milioni di esseri umani è per me fonte di straordinaria soddisfazione"). Ma se la Memoria vale a qualcosa, vale, ad esempio, a ricordare il senso delle parole. Oggi si è largamente sdoganata la parola genocidio. "Israele stato genocida" è quanto normalmente capita di incrociare in quello scorrere social di cui sopra, per post spesso rilanciati da amici, conoscenti o anche solo contatti virtuali, che magari subito dopo postano invece la foto del cane, della palestra o dell'ultima serie TV. Distrattamente, come da prassi contemporanea, si afferma ciò. Tra i tanti, ci sono anche coloro che, più consapevoli, lo affermano in forza del respingimento, da parte della Corte di Giustizia dell’Aia, della richiesta di archiviazione avanzata da Israele riguardo alle accuse di genocidio mosse dal Sudafrica contro Tel Aviv nell’ambito della guerra a Gaza. Questo però - e chiunque può arrivarci - non può essere una ragione per dire "Israele genocida". Può tuttavia esserlo se si ha una buona dose di pregiudizio. Ad ogni modo, la Corte valuterà la fondatezza di quelle accuse secondo le regole di un procedimento che sarà assai lungo, ma nel frattempo la guerra a Gaza si è sospesa e per la seconda volta Hamas ha accettato di liberare ostaggi israeliani in cambio di una tregua. A partire dallo scoccare del cessate il fuoco, i miliziani di Hamas sono usciti al sole, hanno mostrato di nuovo i loro passamontagna con la fascia verde sopra la fronte, hanno mostrato i propri kalashnikov e in alcuni casi anche i propri pick-up con mitragliatrici. Sono usciti dai campi profughi dove si sono spesso fatti scudo di civili disarmati e dai tunnel che ancora esistono a Gaza nonostante mesi di bombardamenti e lavori di corpi speciali per la loro individuazione. Quei tunnel erano in una quantità enorme, una gigantesca città sotterranea su più livelli, realizzata con passaggi ventilati, aerazione, illuminazione, in alcuni casi connettività internet, scorte di acqua, di cibo, di armi, di munizioni per una quantità considerevole di miliziani. La spesa per realizzarli è difficilmente calcolabile, non ho trovato stime concordi, ma siamo nell'ordine delle decine di milioni di euro. Molte decine. Questo può dare un'idea di come la gestione dei finanziamenti e degli aiuti che arrivano nella Striscia sia controllata da Hamas. Questo può anche dare un'idea di come quei tunnel siano ad esclusivo utilizzo dei miliziani di Hamas. I civili vengono lasciati alla mercé dei bombardamenti israeliani in risposta ad una duplice strategia: quella che vuole che al riparo ci stiano solo i miliziani e quella che vuole che più vittime civili ci sono, maggiore sarà la pressione sul governo israeliano per interrompere le azioni militari. Se qualcuno avesse dei dubbi sul fatto che questa sia la strategia di Hamas consiglio di sospendere lo scrolling social per dedicarsi alla ricerca dei video appelli di Ismael Hanyeh, ex capo politico di Hamas fino alla sua uccisione a Teheran nel luglio dello scorso anno, in cui questa strategia viene propagandata e rivendicata a viso aperto. Se l'alta percentuale di vittime civili di questo conflitto è sorprendentemente alta, trovo irragionevole negare che questo sia in buona parte dovuto alla volontà - espressamente dichiarata - di Hamas. Del resto, se si ragiona con il cinismo fanatico di quel che è diventato il neonazionalismo palestinese sviluppato da Hamas in alleanza con il messianesimo suicida khomeinista [se qua serve qualche approfondimento chiedete pure], operare per favorire un alto numero di vittime civili come strategia di lotta, risponde ad una logica del tutto coerente. I civili disarmati non servono alla causa, ma il loro sangue - quello sì - può diventare un'arma contro Israele e allora è bene che quest'arma venga messa a disposizione della causa; questa una traduzione del pensiero di Hamas esplicitato da Hanyeh. Una strategia spietata e purtroppo, va riconosciuto, condotta con successo sino ad ora. Nel corso dei mesi di guerra, tuttavia, Hamas ha visto ridursi il proprio potere. Non solo, ma l'alleato Hezbollah è stato fortemente ridimensionato, l'alleato siriano, Bashar al-Assad, ha dovuto ripiegare in Russia, ospite di Putin, gli Houthi hanno dovuto ridurre il proprio raggio d'azione e l'Iran ha perso ulteriore terreno e ha dovuto inasprire la repressione verso un'opinione pubblica interna sempre più ostile alla dittatura dei chierici. A margine si dovrà pur notare come i migliori alleati della cosiddetta "resistenza palestinese" di Gaza, siano stati, ad oggi, il peggio dei regimi repressivi e dispotici disponibili in quella parte di mondo. Questa constatazione varrebbe qualche domanda e qualche riflessione? Poi qualcuno si potrà pure indispettire, ma così è se vi pare e se non vi pare così è lo stesso. Ma torniamo alla questione genocidio. Con Hamas nella posizione di massima debolezza il governo israeliano accetta un cessate il fuoco per la liberazione dei rapiti su suolo israeliano del 7 ottobre e per la restituzione dei corpi di coloro che sono morti durante la detenzione. Già qui c'è una crepa logica negli argomenti di chi sostiene una volontà genocida da parte di Israele: una volontà genocida non si arresta quando il nemico è più debole, anzi, è proprio allora che l'occasione di ottenere il risultato sperato - il genocidio - è più a portata di mano. Non solo, ma Israele accetta condizioni pesanti come quelle di liberare 50 detenuti palestinesi con condanne ad almeno un ergastolo, in cambio della liberazione di ogni rapito e di ogni rapita. Anche qui si fatica a giustificare questo agire con una volontà genocida. Ma qua, visto che stiamo parlando di giorno della Memoria, proprio la memoria aiuta a coltivare speranza. E la speranza è proprio il ritorno di Israele alla logica della trattativa e non a quella dello sterminio (al netto di quanto sta avvenendo nel West Bank che invece vede una serie di crimini commessi da cittadini israeliani ai quali non sempre viene posto freno tempestivo dalle forze di sicurezza). Dicevo della logica della trattativa. Accettare il rilascio di detenuti condannati per crimini di terrorismo non è una cosa banale e per capirlo bene vi racconto la storia più esemplare che ricordi a memoria (giustappunto): quella di Samir Kuntar, druso (se sapete cosa ciò significhi, e non è banale) libanese, membro di quello che allora era il Fronte di liberazione della Palestina. Continuate a leggere solo se sapete affrontare letture che generano dolore. È il 22 aprile 1979. Quella sera Samir Kuntar e tre suoi compagni hanno appena finito di stivare armi, munizioni ed esplosivi a bordo di un gommone ormeggiato sulle spiagge di Tiro, nel Sud del Libano. Il 17enne Samir è il più giovane, ma il più determinato del gruppo. I comandanti del Fronte della Liberazione della Palestina di Abu Abbas non l'hanno scelto a caso. È veloce con le armi, senza scrupoli e senza paura. Perfetto per una missione senza speranze a Naharia, la città israeliana sul Mediterraneo, dieci chilometri a sud del confine libanese. I quattro approdano verso mezzanotte, s'addentrano nella città assonnata. Un poliziotto li vede, s'insospettisce. Una raffica lo fulmina. Samir Kuntar e i suoi si rifugiano al 61 di Jabotinsky street, sfondano la porta della famiglia Haran, entrano con i kalashnikov spianati. Danny Aran, 28 anni, li vede entrare, alza le mani, fa da scudo alla figlioletta Einat di 4 anni. Sua moglie Smadar resta in camera da letto, afferra Yael, la bimba di 2 anni, le mette una mano sulla bocca, la spinge sotto il letto, le affonda la testa nel seno per non farla strillare. Samir Kuntar e i suoi intanto spingono Danny ed Einat verso la spiaggia. Ma la polizia gli è alle calcagna. Due terroristi cadono colpiti. Kuntar decide di vender cara la pelle. Prima spara in testa a papà Danny, davanti alla figlia, poi afferra la testa di Einat, una bambina di 4 anni, gliela fracassa sugli scogli. Finisce l'opera con il calcio del fucile. Fino a quando Einat non urla, non si lamenta, non respira più. Uccisa con la testa spaccata. Solo allora lui e il suo compagno s'arrendono. Non vengono uccisi, ma fatti prigionieri. Si salvano la vita. Prima di proseguire vorrei che prendeste qualche secondo per visualizzare come è fatta una bambina di 4 anni. Come è fatta fisicamente. Guardate la foto di una bambina di 4 anni. Ok. Ora proseguiamo. Perché nell'appartamento della famiglia Hadar l'orrore continua. Smadar non sente più sparare, molla la bocca della figlioletta, ma Yael non si muove, non parla. È morta anche lei soffocata, stritolata involontariamente nella stretta della madre terrorizzata. Di Smadar, di suo marito, di quelle due bimbe nessuno oggi si ricorda più. In nome di una trattativa di pace, nel 2008 Israele accettò una condizione che sembrava inaccettabile. E liberò Samir Kuntar. Liberò un uomo capace di fracassare col calcio del fucile la testa di una bambina di 4 anni, dopo aver ucciso suo padre davanti ai suoi occhi. Una volta liberato, Kuntar venne celebrato come eroe da Hezbollah, da varie sigle palestinesi e decorato con medaglia al valore dal regime siriano. Trattare per salvare anche solo una vita, trattare per ottenere la pace o il suo miraggio, trattare per riportare ai propri cari il corpo di un ragazzo, di una ragazza o di un bambino (Israele ha spesso dovuto trattare con varie sigle del terrorismo arabo che non restituivano i corpi di persone assassinate). Trattare e accettare condizioni anche le più infami e dolorose. Lì c'è la sola speranza, lì c'è tutta la speranza che la memoria consente. ---------- Nella foto, Samir Kuntar dopo la liberazione che viene festeggiato come eroe, in Siria, dal regime degli Assad. Fa il saluto nazista come d'usanza tra molti suoi amici ed ex colleghi, non di rado celebrati come "resistenti" nelle piazze italiane e distrattamente nei feed social. Un raid israeliano durante la guerra in Iraq e Siria lo uccise il 19 dicembre 2015. Kuntar stava combattendo al servizio del regime di Assad. Per qualcuno anche Samir Kuntar era un eroe della resistenza o addirittura della Resistenza. Del resto non sono pochi nemmeno coloro per cui era Resistenza anche quella del 7 ottobre. Non me ne stupisco. Ne prendo atto. Buona giornata della Memoria. Tommaso Ciuffoletti
Autore: Enrico Luschi 25 gennaio 2025
Ave villici! Quanto tempo eh? Pardon, ho avuto un po' da fare per eventi classificabili nella sottosezione "cazzi miei", ma ora la situazione sembra si tornata in bolla e quindi si riparte subito, che anche il 2025 è iniziato con delle novità che appaiono succulente. Quindi, al solito, senza ulteriori indugi, partiamo. Dove c'eravamo lasciati? Alla benedizione dell'orto del Getsemani etc etc, no? Che è successo nell'agonizzante baseball italiano da allora? E' quasi un mesetto, del resto. Ok feste, cerimonie, brindisi ma orsù bimbi, qui si fa la storia. In ordine sparso, proprio come appetizer, veloci news di mercato. Il BSC dopo l'acquisto del catcher franco-venezuelano con un goccio di Japan mette a segno un bel colpo ingaggiando un giocatore che, almeno sulla carta, sembra assai valido per il campionato italiano. Arriva infatti in Maremma tal Brandon McIlwain, esterno che si è fatto anche una mezza stagione in AAA. Almeno sulla carta nello scorso campionato non si sono visti molti CV più sostanziosi, abituati come siamo stati ad inattivi dai peggiori bar di Caracas o scarti delle Rookie League. Vedremo cosa sarà in grado di fare in campo. Per un giocatore che viene c'è un giocatore che va: torna a Nettuno Mercuri, dopo solo una stagione a Grosseto. Questo movimento libera anche Bonilla Garcia, che lascia la formazione laziale per accasarsi a Godo, il sempre puntuale b.it ci informa che -testuale- "nella passata stagione Bonilla ha battuto con una media complessiva di .229 ma diverse gare chiuse con 333", pensate che giocatorone: quando è in buona fa anche 1/3, in quella che di fatto è l'A2. Nettuno che ha ingaggiato anche Lugo, non mi ricordo se lo avevo già scritto, nel caso ecco colmata la lacuna. Non da meno l'ingaggio del Parma che strappa, sempre ai laziali, il buon Conception, giocatore arrivato nel 2024 per la breve corsa nettunese nella scorsa post-season e che ha trovato ingaggio completo anche per il 2025: le storie a lieto fine sono sempre le migliori, del resto. Civit passa da Bologna alla Fortitudo poi ancora altri piccoli movimenti minori, ma insomma il mercato deve ancora entrare nel vivo. Tutto tace intanto in casa BBC, chissà che ci staranno cucinando per questo scintillante 2025 dopo la disastrosa stagione scorsa. La querelle Sanna è giunta a compimento: accettata la nomina FIBS quale Responsabile del Torneo delle Regioni, sicuramente per il bene del movimento. Ottimo spaccato per apprezzare pienamente il nostro piccolo mondo: dimenticate, da una parte e dall'altra, le mille frecciatine infantili della campagna elettorale, i post LUNARI su Facebook (meraviglioso uno -non mi ricordo di chi- con l'immagine di una sedia e tutto centrato sul presunto "cadreghismo" del Sanna). A Sanna adesso oneri e onori dell'organizzazione dell'imprescindibile Torneo delle Regioni, vera locomotiva della nostra attività giovanile. E' un vecchio vizio del nostro amato gioco quello delle manifestazioni spot una tantum viste come panacea di tutti i mali, mi ricordo che lustri fa veniva fatto un gran vanto dei vari Mundial Hit, Topolineidi, Frozen Ropes e via discorrendo: i frutti, dopo 2 decenni, sono sotto gli occhi di tutti, ma -per Dio!- la strada tracciata deve essere quella e guai provare a proporre qualcosa di diverso. Cambia il nome dell'evento, ma la musica non cambia. Avanti cosi, a tutto gas verso il burrone. Si sono svolte le elezioni Regionali, dove non è mancato il rituale show del grottesco. Abbiamo visto elezioni in alcune regioni con un solo candidato, sempre un bel segnale di un movimento vivo ed in salute, mentre nella mia regione è stato eletto Biagioli. Curioso il caso della candidata consigliera Scalabrelli che si candida, il giorno delle elezioni fa tanto di discorso (da consigliere...) prima delle votazioni "mettendosi al servizio del movimento". Disponibilità che dura 5 minuti di orologio, dato che una volta appurati i risultati, evidentemente non graditi, ritira la candidatura e priva il movimento del suo apporto. Un comportamento singolare, quantomeno. Una domanda, a proposito delle elezioni regionali: i presidenti eletti o nominati dal Caro Leader nelle regioni date in sub-appalto al buon Condipodero che margine di autonomia avranno, in comitati regionali di fatto commissariati? A breve una scottante inchiesta di b.it ci svelerà tutti i retroscena più turpi. Il giovane pitcher laziale Sabatini ha firmato con i Phillies, la notizia era ufficiale da mesi, si è formalizzata nella sala comunale di Nettuno. Credo sia stata una cosa fatta bene, nel suo piccolo: creare un evento per una cosa così bella. In bocca al lupo al ragazzo, ovviamente. Sempre parlando di estero, il buon Mineo ha vinto il campionato nicaraguense, segnando peraltro il punto finale della serie. San Marino intanto rinforza il proprio staff con Avagnina e -udite udite- AiroAiro! Finalmente una bella notizia, AiroAiro, dopo un anno sabbatico, torna nel circuito del baseball italiano. Che bello! Si ricompone quindi la coppia d'oro Mazzotti-Ramos che tanti bei ricordi ha lasciato nei cuori dei tifosi maremmani. Notizia di ieri notte la nomina di Francisco Cervelli, news data in anteprima da qualche esagitato sui social in piena campagna elettorale (e che il fido Natale si era prontamente mosso a smentire, giova ricordarlo). Trombato quel coglione di un Hall of Famer di Mike Piazza quindi. Prende il suo posto il buon Francisco Cervelli, alla sua prima esperienza come Manager. Una mossa di quelle che ti danno il polso dell'ambiente. Ci perdo un minuto, perché è stata tutta una storia bellissima che merita di essere raccontata. La nomina di Mike Piazza, arrivata a fine 2019 in era Marcon, non ha dato particolari frutti. Sicuramente non dal punto di vista sportivo, l'ultimo disastroso europeo è lì a ricordarcelo. Ricordiamoci anche dell'avanzamento alla seconda fase del WBC, che quando viene citato per il Sole della Nazione conta ed evidentemente per gli altri non vale altrettanto. La pecca nell'operazione Piazza è semmai da ricercarsi nel mancato sviluppo legato all'entità mondiale del personaggio Mike Piazza. Non essere stati capaci (in 5-6 anni, non in un giorno), di creare un qualcosa intorno a Piazza, non averlo sfruttato pienamente come volano e come perno di una rifondazione del nostro sport è un errore imperdonabile, forse davvero quello finale per il nostro misero ambiente. Non so che altro di meglio ci si possa aspettare se non una leggenda del gioco per pensare non dico di spiccare il volo ma almeno smettere di ansimare, ecco. Pensare di aver avuto la fortuna di essersi imbattuti in una star di livello mondiale e di essercelo bruciato così è veramente incredibile ed imperdonabile. Nessuna riforma del settore tecnico sotto l'egida della MLB, nessun accordo commerciale degno di nota o di una partnership solida, mancata pianificazione di eventi calendarizzati regolarmente (non l'ostensione della Madonna Pellegrina una tantum in luoghi dimenticati da Dio) è un qualcosa che dovrebbe spingere le persone sane di mente a capire che questo sport, in Italia, non ha proprio modo di espandersi e progredire e darsi ad un qualsiasi altro hobby, lasciando il balocchino a chi ci si diverte, o ha da razzolare le ultime briciole prima di dover tirare giù il bandone definitivamente. Intendiamoci: l'operato sul campo di Piazza è sicuramente discutibile -io stesso l'ho più volte criticato in questo annetto di riavvicinamento- ma vedere che si tromba un Hall of Famer, una potenziale macchina di sponsor, interessi e quant'altro, per far spazio ad una mezza calzetta (senza che nessuno se ne abbia a male, cristo di Dio, Mike Piazza contro Cervelli, siamo seri: tipo Messi e il Buccianti del Pontassieve) è una cosa che fa veramente ridere il culo, senza tanti altri giri di parole. Solo doverne parlare è incredibile. Se ovviamente il mancato sviluppo del progetto Piazza è totalmente ascrivibile a Marcon, è ascrivibile a Mazzieri l'averlo silurato senza nemmeno un tentativo concreto con un altro team di lavoro ed un'altra politica. Indicibile poi il modo, del siluramento: in campagna elettorale prima si rilascia un'intervista ai limiti della surrealtà in cui si dichiara "Troveremo un posto a Mike Piazza". Mazzieri, che trova un posto al miglior catcher offensivo della storia della MLB. Cioè, già questo dovrebbe bastare per spegnere tutto e dedicarsi ad altro. Ma ripetiamolo, che suona bene: Mazzieri che trova un posto a Piazza. Boh, non so, mi sembra una situazione talmente strampalata che faccio fatica a rimanere serio. Mazzieri che trova un posto a Mike Piazza. Dopo l'intervista si fa montare la canea social, si guarda bene di esporlo chiaramente in campagna elettorale come punto del programma (un errore perdonabile ad un non politico, del resto) e poi il colpo di teatro alla Convention. Sapete la cosa buffa quale è, secondo me? Sicuramente sbaglierò, ma sono sicurissimo che l'unico focus sia stato "Con Piazza non vinceremo l'Europeo", perchè sono sicuro che il succo del discorso sia che Piazza non garantiva la vittoria sul campo, come se invece Cervelli, alla prima esperienza, dia garanzie di alcunchè. Uno può dire "i fondi del CONI sono legati al risultato" blablabla. Per carità, verissimo, ma un discorso di una mentalità ottocentesca, per prima cosa e che presta il fianco ad un'altra critica: se il succo del discorso è questo perchè invece di un altro esordiente non si è preso un manager con 2.000 partite alle spalle che ha chiuso la sua carriera di college-minors-indy quel che volete? Se il problema è vincere la singola partita all'Europeo (ma vi rendete conto del delirio?) perchè non andare sull'usato sicuro invece di fare un nuovo salto nel buio? Peraltro, nello specifico, come funziona: Cervelli ha una qualche abilitazione o si può fare il Manager del Team Italy sulla fiducia? Anche qui, per i più infelici: non è che si pretende che Cervelli -dopo anni di MLB- faccia almeno il corso di tecnico di base tenuto dalla Machetti (il nuovo che avanza, peraltro), però sarebbe curioso sapere come funziona. Oh, sia chiaro, mica che Cervelli sia un imbecille, una vita da comprimario in MLB non si fa per caso, ovviamente. Ma se si brucia Mike Piazza chiamiamo almeno una persona che abbia un background inattaccabile dal punto di vista della conduzione tecnica delle partite: Cervelli ha alle spalle un solo anno come coach dei ricevitori nelle Minors (a San Diego, se non ricordo male). Ma inutile spenderci altre parole e cercare di razionalizzare una cosa del genere, una persona normale vista questa chiude e si mette a giocare con i soldatini di piombo. Noi invece ci vogliamo fare male, probabilmente abbiamo qualche colpa da espiare. Comunque, masse, allegria! Ce l'abbiamo fatta, abbiamo il famoso verbale del 7 Dicembre. Dopo appena un mese e mezzo il popolaccio è reputato degno di conoscere quel che è successo nel consiglio Federale del 7 Dicembre: chissà cosa ci ha tenuto all'oscuro così a lungo. Si parte subito col botto: oltre a mangiare la tortina a New York, il nostro Caro Leader ha rinegoziato l'accordo con la famigerata IABF, ormai senior partner di questa Federazione. Il focus dell'incontro è la rimodulazione dell'assegnazione delle borse di studio: meno numerose ma più ricche, par di capire. Poi la ciliegina, basta con questa bizza di far decidere gli americani (gente con le penne in testa, ad andar bene) chi deve usufruire della borsa di studio, c'è il nostro Presidente che, a capo di una commissione, deciderà chi sarà meritevole di andare negli USA. Chissà, visti i tempi biblici di pubblicazione del verbale, se ad esempio la borsa assegnata ad inizio anno a Sbardolini (il ragazzo col cognome curiosamente identico a quello di un Consigliere Federale) è stato prescelto dai babbei americani o dalla nuova commissione con a capo il Leader Supremo. A breve una scottante inchiesta di b.it ci svelerà tutti i retroscena più turpi. C'è un lungo passaggio dedicato alla recente modifica delle categorie del softball, non ho la minima conoscenza dell'argomento (sono pronto per fare il Consigliere Federale!), non so bene come esprimermi in merito: traspare però dalla rendicontazione del Verbale una gran confusione, forse sarebbe stato il caso di aspettare un anno e fare una riforma a tutto tondo, maggiormente studiata e concertata da tutte le società, dato che appare palese dai vari interventi che non c'è una prospettazione organica condivisa. Peccato, un programma servirebbe a quello, mannaggia. Capisco -dico seriamente- anche la smania e la bramosia di fare qualcosa per far vedere che esistiamo, ma sinceramente l'unica cosa che traspare è una gran raffazzonamento fatto tanto per fare, tanto da leggere che viene dato ragione ora a X che propone bianco e due righe sotto dare ragione a Y che propone nero. Alla fine passa la linea di Marrucci, anche se con due voti contrari, una vera rarità, nel nostro Parlamento del baseball dove si legifera -da sempre- all'unanimità, manco si fosse in Corea del Nord. Nel tutto mi ha particolarmente colpito questo passaggio, poi: " Il Presidente chiede al Consigliere il suo parere. Sbardolini, non conoscendo le problematiche dei giovanili softball, risponde che non può esprimere un parere ." Meno male non sono le parole di un cialtrone qualsiasi come me che non ha di meglio da fare che perdere tempo con questa roba, ma la citazione letterale di un Regio Verbale. Altri passaggi importanti: " Interviene il Vicepresidente Bissa proponendo che venga reintrodotto l’appello nominale all’inizio di ogni competizione ." Mah, per carità, va bene tutto, però.. Poi un'altra disfattista ad honorem: " Il Consigliere Morri afferma che non si può togliere lo Status di AFI acquisito, in molte società senza l’atleta di 40 o 50 anni non si arriva al numero di giocatori ". Ci cala sopra il carico Piccinini, affermando sostanzialmente che il 50enne serve, oltre che da eventuale giocatore, anche da tecnico ombra, che deve essere musica per il CNT e per quei coglioni che perdono tempo e soldi a fare anche il corso da tecnico. Ma del resto siamo un grande Paese proprio per queste volpate, fosse solo il problema del baseball uno si metterebbe l'animo in pace abbastanza velocemente. La discussione sugli AFI va avanti senza che il Rappresentante degli Atleti Sgnaolin abbia nulla da dire in merito (chissà che tirata di orecchie da parte di Bissa, che tanto si indignò per il silenzio del precedente RdA all'epoca della famosa proposta Marcon), la modifica passa con due soli voti contrari e tanti cari saluti ai vari Sireus e soci, che vedranno ulteriormente ridotte le possibilità di salire sul monte. Mitici. Di nuovo si sbatte la testa sulla questione palle da gioco, chissà quale sia il motivo che porta a parlare di palle da gioco ogni benedetto Consiglio, davvero non riesco a spiegarmelo. Evito di perderci tempo sopra, anche perchè finalmente si legge qualcosa sul parto del Campionato 2025 e l'unica sensazione che traspare dalla lettura è quella di miseria e tristezza. Oltre che l'aver di imperio creato due categorie distinte di Serie A (scelta legittima, ci mancherebbe, anche condivisibile per il poco che possa valere il mio parere), al solito è il modo: 8 convocate su 32 a decidere, per volere imperiale, la formula della nuova Serie A, creando di fatto quella che è una A1 e quella che è una A2: non è proprio il massimo, diciamolo. Da gente tanto attenta fino al 16 Novembre 2024 all'etichetta e al bon-ton istituzionale è lecito aspettarsi qualcosina di più che le riunioni ristrette, o no? Finalmente qualcuno che abbia fatto presente che con tale formula, di fatto, si impedisce la retrocessione dalla Serie A Gold, una cosa che per me è anche positiva, ma che deve essere integrata da ben altro che il mero risultato sul campo. Non so, sparo le prime che mi vengono in mente: iscrizione di tutte le categorie giovanili obbligatorie ed almeno una formazione di B5, campo illuminato, sito web (non dico funzionante, almeno attivo), bar, tutto quel che possa servire ad indicare una formazione realmente facente parte dell'elite della nostra miseria. Uno standard minimo per accedere al paradiso terrestre senza timore della cacciata dall'Eden. Sempre per non dispiacere i più con le mie mere supposizioni e la mia alterigia, cito il Sole della Nazione: " sono le società che hanno espresso la volontà di aprire al passaporto italiano la partita, hanno chiesto un lanciatore in più in attesa di creare i lanciatori che per anni sono stati messi in Serie A senza essere preparati ". Ma come? Mesi ad abbaiare contro Marcon e poi viene fuori dalle auguste parole del PF che è una richiesta delle società? E, nel merito, di chi sarebbe il compito di preparare i lanciatori per essere pronti ad affacciarsi alla Serie A? Visto che ne abbiamo pochi e scarsi, teniamoli in panchina in attesa che migliorino, maturando con il sole come i poponi. Geniale. So che può sembrare controintuitivo, ma fidatevi che è la strada giusta. Del resto ha funzionato così bene fino ad ora, perchè cambiare? Chiosa Bissa " l’introduzione del lanciatore con passaporto italiano è stato espressamente richiesto per non creare dei traumi rispetto a una formula nuova che prevede due inning ". Capito? Da 21 innning (di cui 14 in una singola giornata) si passa a 18 in due giorni di calendario diversi ed è un TRAUMA , visto che si gioca due inning di più, anche se 3 in totale in meno. Tira un attimo le fila Sbardolini che afferma che " Secondo il programma elettorale che è stato presentato ( dove? ), bisogna individuare gli obiettivi a medio-lungo per far capire cosa si deve fare ". Eh, davvero. Fatecelo capire, per ora non è proprio chiarissimo. Si può far meglio, diciamo. Si viene poi a conoscere l'origine della riforma della base intenzionale giovanile, perno rotante dell'intero movimento giovanile: in una partita ne sono state concesse 8. In piena mania regolatoria, invece di revocare il cartellino al tecnico, palesemente un inadatto alla conduzione tecnica anche alla Playstation, si fa una norma. Se è per questo ho visto un bunt con la propria formazione sotto 4-0 al 2°, possiamo vietare anche il bunt ad cazzum? Una semplice proposta per essere costruttivo. A proposito di proposte per essere costruttivo, non so nemmeno quanto sensata, mi è venuta in mente ora mentre leggevo tutti sti piagnistei su costi, risparmi, lacrime e disperazione: perchè non pensare all'abolizione del DH? Se l'obiettivo di qualsiasi atto normativo è risparmiare potrebbe essere una soluzione, almeno in chiave transitoria. Siamo arrivati a giocare 3 partite da 7 inning, si è sicuramente fatto di peggio che giocare a baseball come ci ha giocato fino all'altro giorno la National League. Potrebbe essere interessante ragionarci sopra: si avrebbe bisogno di un ascaro in meno da pagare, si potrebbe utilizzare qualche giovane come pinch-hitter e dargli qualche turno in più, i nostri pitcher potrebbero trovarsi di fronte lineup più abbordabili (visto che -par di capire da alcune esternazioni fatte colà dove si puote- fanno cacare), si potrebbe vedere anche una qualche strategia diversa dal bunt, si forzerebbero i manger ed i DS a fare i roster con un minimo di raziocinio. No, eh? Vabbè, torniamo a noi. La chimerica nomina di Condipodero poi: è addirittura il PF in persona a proporlo. Eppure, in campagna elettorale ci veniva detto dai vari corifei che la candidatura di Mazzieri era l'unica degna, gli sfidanti erano tutta robetta, personaggi di Serie B che non reggevano il confronto. 20 giorni dopo siamo nientemeno che a proporne uno come Ras delle Due Sicilie. Un mese e mezzo dopo si nominerà la moglie di costui quale Delegata Regionale e si è sistemato tutta la famiglia, almeno non s'hanno più pensieri. Già detto della nomina della giovane emergente Machetti al CNT, del resto Grosseto caput mundi, mi ha colpito questo passaggio del resoconto sul Regio Sito: " In tema di qualifica AFI, dopo l’abolizione della norma che poneva un limite per non perdere lo status, il Consiglio Federale ha deciso che quegli atleti/e che avessero perso la qualifica posseduta in precedenza, potranno riacquisirla facendone esplicita richiesta documentata alla Federazione " che tradotto si potrebbe semplificare con una campagna pubblicitaria recitante "Eri AFI anche tu e adesso e non lo sei più, ma hai tanta nostalgia dei bei tempi andati? DIVENTA ANCHE TU DI NUOVO AFI, BASTA UNA MAIL!". Questa, unita al liberi tutti sul passaporto è una notizia bellissima per tutto il movimento giovanile. Anche qui c'è da attendere con trepidazione la lettura del verbale (tra due o tre mesi, se piove di quel che tuona), Sgnaolin immagino sarà stato irabondo, mica come Comelli a Ottobre 2024. Tra le varie nomine si segnala quella di Mignola, nuovamente in pista dopo la trombatura elettorale. Ancora nulla per Sforza, Taschin e Gianni Natale: Presidente ora o si fa qualcosa o tocca imbastire una petizione su change.org e mobilitare le masse. Non si fa così, non è carino. Su, che oltretutto in campagna elettorale ce lo avete fatto a sushi col "non ci guadagniamo niente" ripetuto alla sfinimento: vengono anche gratis! Forza Presidente! Dei grandi nomi spesi in campagna elettorale, alla fine delle investiture, si nota solo il nome di Colletti (ma solo per il Classic, poi ci arrangia da soli), non si sa più nulla del famoso pitching coach giapponese di cui si parlò a Firenze e di tutti gli altri grandi nomi dei video-spot riproposti ossessivamente per mesi sui social. Le grandi amicizie, i solidi legami intrecciati negli anni, poi alla prova dei fatti per il Sud Condipodero & consorte, per il CNT Cinzia Machetti. Persone degnissime, sia chiaro, però per come ci era stata venduta la personalità di Mazzieri era lecito aspettarsi qualcosa di meglio, qualche nome un po' più di peso, ecco. Vabbè, a presto sentirci: Cialtronia è sempre uno spasso, anche in questo 2025. Vi ricordo, cari cosi, che d'ora in poi quando scriverò di baseball pubblicherò solamente qui: www.buntecorri.it
Autore: Enrico Luschi 28 dicembre 2024
Ave villici! Niente, non ce l’hanno fatta a farmi finire l’annata in pace, tocca riscrivere. Prima della rituale autopsia sul cadavere del baseball italiano qualche chicca minore, giusto per scaldarci ed entrare nel mood giusto. Nettuno ingaggia da Bologna Lugo (tanto che ci frega dell’AFI grazie alla prodigiosa riforma del Caro Leader atta a tutelare il vivaio ed i giocatori italiani, soprattutto in ottica LA28) e Pecci di ritorno dal BSC dopo una stagione semplicemente disastrosa. Fuzzi è invece il nuovo Manager del Godo. Per il resto il piatto piange. Mi pare incredibile che i siti di baseball in lingua italiana non abbiano pronto del materiale per l’off-season e al tempo stesso ignorino l’attualità: non una riga sulla morte di Henderson, una leggenda del gioco. O un articolo sulla storica disastrosa stagione dei Sox di Chicago, per dirne una a casaccio. Non sia mai avventurarsi in qualcosa di tecnico, ci mancherebbe. Al massimo un’intervista a un’oriundo da due soldi e una lira, nemmeno seguire i nostri ragazzi impegnati in giro per il mondo. Che ambiente morente, davvero. Non so voi, ma veramente mi prende male a vedere in che condizioni comatose ristagna il nostro sport. Svolta mistico-religiosa intanto alla FIBS: il 24 Dicembre, il nostro Presidente si è recato a Isola d’Arbia, nota anche come la ciudad que nunca duerme. Il perché di questo viaggio apostolico è di difficile definizione, non indaghiamo oltre: ci basta sapere che il Verbo, dopo New York, tocca anche Isola d’Arbia e ciò allieta il nostro spirito in questi giorni tribolati. Non indaghiamo oltre, ma segnaliamo che nella stessa data la macchiettistica amministrazione comunale grossetana insigniva il Sole Supremo di una prestigiosa targa alla carriera. Mazzieri ha preferito invece dirigersi verso Isola d’Arbia per una giornata che è già da considerarsi storica per il nostro sport. Il nostro, dopo aver separato le acque e attraversato l’Arbia, si è recato infatti in un piccolo oliveto, noto anche come l’Orto del Getsemani, In compagnia del Presidente del Siena BSC e del proprietario dell’orto stesso. Sono state prima valentemente visionate le carte (la preparazione di uno che per tutta la vita ha fatto il rivenditore di auto -detto senza alcun sarcasmo, ovviamente- in materia deve davvero lasciare senza fiato) poi, con sprezzo del pericolo, si sono messi i panni dell’agronomo, ed è stato visionato -e si mormora anche benedetto- il terreno sul quale dovrebbe sorgere il nuovo campo di gioco della ridente località dell’hinterland senese. Non si hanno notizie più dettagliate sullo stato di salute degli olivi: chissà se tutti ben potati e pronti alla fase finale di questo mite inverno toscano o se qualche pianta soffra del temibile occhio di pavone o -Dio non voglia- di massariella. Nella prossima rituale intervista spero che ci siano date informazioni più dettagliate, il nascente Arbia Field già riscalda i sogni di grandi e piccini nella città del Palio e ogni minimo dettaglio merita di essere scandagliato con cura. Finita questa missione, con il solito immancabile successo, il nostro si è calato nella rituale calzamaglia rossa e si è prodigato nel portare i regali a tutti i bimbi del mondo, missione alla quale è ormai molto affezionato:
Autore: Enrico Luschi 22 dicembre 2024
Ave villici! Eccoci alla fine di questo meraviglioso anno 2024, quasi sicuramente questo sarà l’ultimo post dell’anno, a meno di clamorose novità post natalizie, cosa della quale mi permetto di dubitare.Pochi discorsi, un bel respirone profondo e giù nell’abisso, senza stare a farla tanto lunga: la settimana peraltro è storica, la prima senza nemmeno una intervista a Mazzieri. Incredibile, io sono già in crisi ipoglicemica: “Sire, perché ci guardi e non favelli?” Oh, prima di iniziare, una cosa che mi ero dimenticato di scrivere nell’ultimo pezzo: la grande IABF, quella tanto tanto attenta al baseball italiano da farci addirittura da spacciatrice ufficiale di oriundi, ha selezionato i vincitori delle borse di studio per il prossimo anno. Tra i vincitori risulta anche un tale Sbardolini (cognome curiosamente identico al neo-consigliere FIBS), fresco 18enne che vivrà una nuova stagione in USA stavolta a spese della IABF. Complimenti al ragazzo e in bocca al lupo per l’esperienza. Chissà cosa ci hanno visto in lui i selezionatori, questo è il suo curriculum sportivo: https://www.wbsc.org/en/player/sbardolini-samuele-476072/history 2/17 nel box, 3 errori in 10 partite in difesa, mentre sul monte 15 basi in 17 riprese (con 3 colpiti e 3 lanci pazzi compresi nel prezzo) in quel provante campionato che è la Serie B Italiana: c’è da augurarsi che sia stato l’unico a fare la domanda per la borsa di studio e non il miglior prospetto interessato ad una carriera scolastica e sportiva in USA, mettiamola così. Che è successo dall’ultima volta che ho scritto? Poco, forse, ma proviamo a ricordarcele tutte.Lo Schirolone torna su questi schermi grazie alla presentazione della seconda edizione della sua prestigiosa fatica letteraria sulla storia della FIBS, volume che venne fuori quando ancora seguivo nella mia prima vita baseballistica. Un tomo curioso, scandito dalle presidenze FIBS, non dagli anni o dai decenni: si va a presidenze. La presidenza Borghese, Beneck, Notari, etc etc. Una scelta curiosa, che non ho mai visto in nessun altro libro (vi immaginate un libro sulla storia del calcio con la suddivisione nei capitoli Franchi-Carraro-Matarrese etc etc?) ma dal nostro poliedrico Kommunicator bisogna sempre aspettarsi la magia. Una bella smerdatina a Giulio Glorioso, che Kommunicator non trova di meglio che definire un “anti-Presidente a prescindere”, definizione che mi pare dica molto più di Schiroli che di Glorioso e via che si va avanti. Oh, del medesimo autore vi consiglio piuttosto "Non vuol dire dimenticare", acquistabile QUI , un romanzo di formazione nel quale l'autore ci delizia con pagine indimenticabili. Mi piace citare quelle di una fellatio acrobatica e quelle di un arresto al confine col Messico. Se siete indietro con i regalini natalizi con questo cadete in piedi e fate un figurone. Il 19 c’è stato il Consiglio Federale, il terzo dell’Era del Sole: dopo 3 giorni ancora non c’è la possibilità di leggere il verbale di quello effettuato il 7 dicembre ed approvato -immagino- appunto 3 giorni fa. Eh, come sono lontani i tempi nei quali si davano lezioni di comunicazione a tutti, sui social, nei post di Facebook e quant’altro. E che rispetto per i tesserati, altro punto di forza della campagna mazzieriana: i verbali quando ci sono ci sono. Peccato, perché a me piacerebbe molto leggere il secondo verbale, giusto per vedere come si sviluppa questo bel matassone. Pazienza, come diceva Gaber i piaceri vanno sempre rimandati. Bisogna accontentarsi del misero articolo apparso su fibs.it (gli altri siti addio, si torna al letargo comatoso?) dal quale si può solamente desumere che: - Torneo delle Regioni (ma è proprio così fondamentale?) in alto mare: c’è stato il sopralluogo di quell’anima pia del Segretario Curti e il Sommo ha parlato con gli enti locali. Ok lato infrastrutture e logistica, mancano i soldi ed allora è il momento della carta “si starà a vedere”, se ne riparla dopo le feste. Se tanto mi dà tanto sarà una lunga e spinosa questione che tante soddisfazioni potrà regalarci; - c’è poi un cambio di età nelle categorie giovanili del Softball, una questione della quale poco so e che poco mi appassiona, ho solo visto sui social un discreto malumore, fosse solo per le tempistiche, abbastanza strette per riorganizzare intere formazioni giovanili. Sembra più un qualcosa fatto tanto per fare, che va anche in contrasto con le categorie internazionali della WBSC; - A 72 ore dalla scadenza dei termini ultimi per iscrizioni e altre beghe burocratiche ancora non è stata licenziata la DAA, del resto che ci frega. Si starà a vedere, poi una deroga si trova per tutti, non stiamo a fare questioni lana caprina; - Il suk dei tesseramenti di oriundi e stranieri chiuderà il 30.06, fortunatamente. Almeno non vedremo squadre rivoluzionate tra un turno di plyaoff e l’altro, guardiamo il lato positivo; Poi dopo tanto patire viene varata anche la formula della Serie A girone Gold Blue Chips Premium Deluxe Experience Beimivaini, che inizierà l’11 Aprile: viene cassata la formula proposta nel primo Consiglio dal Sole della Nazione (doppio incontro il sabato) e si inventa la sfida a campi alternati venerdì e sabato. Una formula che, in tutta onestà, mi trova pienamente favorevole. Non mi importa nemmeno che venga fuori dal nulla, dato che mai Mazzieri ne aveva accennato in 8 mesi: la ritengo positiva sia che venga da Mazzieri sia che sia frutto di un compromesso (OHMIODIO!!!!) con le Società. La trovo interessante per almeno 3 motivazioni: per prima cosa perché il doppio incontro su data singola è un rutto in chiesa, snatura il gioco e mediaticamente annulla di default una partita (quella pomeridiana). Seconda cosa perché offrire la possibilità di creare in città un appuntamento settimanale potrebbe aiutare a far radicare un po’di più il nostro derelitto sport. Terza ed ultima cosa: è forse la maniera meno invasiva per ottimizzare i costi (sicuramente meglio un noleggio giornaliero di bus con A/R in giornata che 15-20 camere da prenotare) e permettere alle società di spendere in serenità e piena letizia in oriundi e stranieri vari. Mi soffermo un attimo su questo punto: la formula potrebbe essere davvero interessante, non tanto per il discorso economico (Bologna, che è Bologna, non arriva a 30.000 di incassi all’anno, che volete pretendere), quanto perché la possibilità di creare un appuntamento fisso cittadino e tramutare il venerdì o il sabato nel giorno del baseball potrebbe essere sfruttata pienamente dalle società per creare un qualcosa che riavvicini qualche anima persa a questo derelitto sport. Ovviamente questo a patto che si capisca che un bar ed i bagni agibili siano il requisito MINIMO per poter operare. Su questo mi auguro che il nostro Denim, l’uomo che non deve chiedere mai, spinga maggiormente il prossimo anno, quando avrà mani libere -e la piena responsabilità- per poter modellare al meglio ciò che più desidera per il basegoal di Cialtronia, facendo anche seguito alle belle parole che ha speso in campagna elettorale. Non è possibile –e lo scrivo per la 100esima volta- vedere una società che ha in campo 7 stranieri raccattati dai peggiori campionati amatoriali e che se ne sbatte la minchia dei pochi imperterriti tifosi (ai quali comunque non si perita di far pagare biglietto di ingresso) sugli spalti lordi di uno stadio senza bar e senza bagni. Chicche minori la conferma della sempiterna Paini al CNC (a proposito: sarebbe possibile aggiornare le schede vita dopo il 2021? Mica per nulla, ma se devo guardare una stat non è possibile che sia più aggiornato baseballreference che il sito federale, che mantiene in piedi il CNC) e l’ingresso alla COG del recentemente trombato alle elezioni FIBS Elio Dal Pozzo. Noi, nel nostro piccolo, continuiamo a tenere alta l’attenzione sulla mancanza di gratitudine nei confronti di Sforza, al quale è stato scopiazzato anche qualche punto del programma. Forza Presidente, non ci si comporta così, su: un minimo di classe. Ci sarbbe poi da parlare anche della DAA, un capolavoro di pressapochismo mica da ridere (pensate che è abolita la Coppa Italia baseball mantenendo in piedi tutti gli altri riferimenti alla manifestazione, giusto per dare l’entità dello sbraco), ma non essendo ancora ufficialmente pubblicata sarà oggetto di specifica trattazione una volta licenziata nella versione definitiva. Per il resto: definiti gli avversari dell’Europeo a Senago. Oltre a Lituania e Svizzera ci tocca la Grecia, nella speranza di poter avanzare alla fase finale in Olanda e provare almeno a tornare in finale. Oh, ho visto molta sicumera online sui vari gruppi Facebook: siamo ovviamente i favoriti del girone, ma non la prenderei nemmeno troppo sottogamba. La Svizzera, almeno che non raccontino novelle, pare seriamente intenzionata ad offrire la maglia biancorossa a Trevor Bauer, CY Young in MLB del 2020. Personalmente non credo che Bauer -salvo tagli dai grandi campionati- abbia alcun interesse a giocare il Campionato Europeo, ma nel caso accada auguri se gli svizzeri lo mandassero sul monte contro il nostro lineup. Sulla Grecia che dire? Imbottita di oriundi, che non abbiamo l’esclusiva dei cittadini con doppio passaporto, ci ha suonato come tamburi in svariate occasioni in epoca fraccariana. Ripeto, nettamente favorita l’Italia, ma anche meno boria, ecco. E’ stata poi comunicata la data della Convention a Rimini (24-26 gennaio): trovo curioso che venga pubblicizzata questa convention senza un minimo di calendarizzazione dei vari panel in programma, a un mese dall’effettuazione. Pretendere che un ipotetico avventore compri il biglietto, trovi l’hotel, si sistemi con i giorni liberi al lavoro e con la famiglia senza nemmeno sapere un nome che sia uno dei relatori a me sembra una cosa veramente al limite del grottesco. Ma ovviamente sbaglierò io.
Autore: Enrico Luschi 16 dicembre 2024
Ave villici! Che spettacolo, che meraviglia: altro che Netflix bimbi, è Cialtronia il vero regno del divertimento. Settimana stellare, quasi da non crederci, nemmeno il più ottimista degli ottimisti poteva credere in tanta manna condensata in così pochi giorni. Ma è inutile, innanzi a tanta meraviglia, perdersi in vuoti preamboli: caliamoci senza ulteriori indugi nel nostro ormai abituale scafandro da palmobaro e facciamoci un giretto nell’abisso del mare di Cialtronia. La settimana per me è magica anche per un ritorno sulla scena di un mio vecchio “nemico-amico”, ovvero sia lo Schirolone nazionale, che su b.it ci dice che tutto sommato il WBC con le star della Major League è robetta, mentre il vero burro del baseball mondiale è il Premier12, torneo ideato dal buon vecchio Fraccari in sella al WBSC. Una scelta editoriale bizzarra, quella di b.it: chiedere all’addetto stampa della WBSC come sia il Premier12 non è proprio il massimo. “Oste, com’è il vino?”. O è voler criticare per forza per partito preso? Fatemi sapere, non vorrei esagerare subito sul primo punto. Ma analizziamo nel dettaglio l’opera schiroliana: “a un livello tecnico altissimo e a un livello di intensità senza precedenti nel baseball internazionale”. Sul livello tecnico altissimo direi che ci stiamo subito allargando, con tutte le nazionali che non hanno portato nessuna delle star delle Major League. Pensiamo solo questo quanto possa falsare la cosa: siamo a vantare Rich Hill (44enne che negli ultimi 2 anni ha tirato 30 riprese in MLB…) o un ottimo prospetto però con all’attivo una sola mezza stagione di AA. Immaginate un Campionato del Mondo di calcio nel quale nessun giocatore venga dalla Serie A, dalla Liga, dalla Premier, dalla Bundesliga, dalla Serie A Argentina, o Brasiliana e poi ditemi se questa frase possa avere un minimo di senso. O meglio, per essere proprio pignoli: un Brasile che convoca Romario 60enne, un ragazzino di ottime prospettive a inizio carriera e qualche altro prospetto, la Germania che fa altrettanto etc etc. Per fugare ogni dubbio: qui ci sono i roster, leggetevi i roster di America, Venezuela, Dominicana e ditemi se possono essere considerate già solo selezioni di terza fascia per queste nazioni. https://www.baseball-reference.com/bullpen/2024_Premier_12_(Rosters) Sull’intensità poi non so che dire, avendo visto praticamente nulla del torneo: sono dell’idea che ogni giocatore giochi quasi sempre al massimo delle proprie capacità, che nessuno giochi per perdere, ma che ci siano anche le categorie. Vedere Barcellona-Real Madrid non è vedere Certaldo-Poggibonsi, per quanto magari quest’ultimo sia un derby sentitissimo. Sul successo di pubblico che lo Schirolone decanta: beh, Venezuela-Panama 414 spettatori in uno stadio da 15.000 posti (che ebeti, non devono aver saputo cogliere il livello!), Repubblica Dominicana-Cuba 255 spettatori in uno stadio da 10.000, oppure i 533 di Puerto Rico-Venezuela e potrei continuare. Certo, quando giocavano le asiatiche era pienone, si può dire lo stesso per le altre? Comunque sia, l’importante è accontentarsi. Io sono sempre felice di leggere Riccardone perché gli voglio bene, anche se lui non mi crede e cova rancore. Sono perfino arrivato a dirgli via messaggino che mi scuso per quando gli davo del cialtrone 15 anni fa e quasi sono a rimpiangerlo, ma temo di non essere riuscito a far breccia in quel cuore arido. In settimana si è spento Giorgio Gandolfi, firma storica del baseball italiano, un nome importante in questo misero ambiente. Personalmente non posso dire nulla, sinceramente non ricordo di aver letto mai una riga a firma di Gandolfi, probabilmente il mio gap anagrafico rispetto all’epoca d’oro del batti e corri nazionale in questo caso è un ostacolo impossibile da aggirare: il nome di Gandolfi e del suo TuttoBaseball hanno sempre aleggiato come entità mistiche a me sconosciute. Quando ho imparato a leggere ormai era già andato tutto in vacca, quindi non ho modo di dire alcunchè. Tuttavia, per confermare lo stato di grazia dell’ultimo periodo entra di nuovo in pista lo Schirolone, che in un articolo apparso su fibs.it ci regala un capolavoro degno del miglior Andrea Scanzi, vero shogun della categoria “E’ morto X, parliamo di me”: un ricordo agrodolce, che in altre epoche sarebbe stato frutto di attenta analisi parola per parola. Si, perché è uno di quegli scritti che può essere paragonato ad un film di Nolan: vanno letti 3-4 volte per coglierne pienamente -forse- metà del succo ed ogni rilettura apre nuove sfumature. Ah, come sono contento di poter leggere di nuovo con costanza lo Schirolone, non avete idea. Basta col romanticismo, passiamo al tragico. La rituale intervista settimanale a Mazzieri è ormai una nuova categoria della letteratura italiana. Questa settimana è il turno di una rivista online maremmana, Il Giunco, che ci delizia con il capolavoro totale, secondo me è la migliore di tutte. Ho provato a leggerla anche con il tono dell'Istituto Luce e secondo me viene meglio, ma anche leggerla a tono normale non è affatto male: https://www.ilgiunco.net/2024/12/11/marco-mazzieri-presidente-della-federazione-italiana-baseball-premiato-a-new-york-come-ambasciatore-dello-sport/ Niente di che, se non avete voglia di leggerla, ma se siete giù di morale aiuta a tirarsi un po'su. Non aspettatevi nulla di nuovo: ioioioio, nientecompromessi. Le solite, insomma. Si è appreso nei giorni scorsi, grazie ai messaggi di due utenti Facebook (si, perché noi alla comunicazione ci teniamo) che il tour nazionale dello spettacolo “Si starà a vedere” non è ancora concluso. L’uomo d’Acciaio pare essere tenuto in scacco dalle società ed è tutto un rinvio: iscrizioni Serie A e B baseball e Serie A e A2? Tutto rimandato al 23 Dicembre, così il CF già calendarizzato il 19 sarà un’altra sagra del “Si starà a vedere”. Peggio va alla Serie C baseball o B softball: c’è tempo fino a fine Gennaio, “hai voglia a be’ova”, diceva la mia pora nonna, che non ebbe la fortuna di nascere a Roselle, ma vicino. Per le giovanili poi si fa in tempo anche a fine Febbraio, figuriamoci. Oh, questo il Grande Comunicatore evita di dircelo direttamente a noi popolaccio, bisogna andare qui: https://www.fibs.it/it/documents/search?type=&keyword=&year=2024&month=12 e scaricarsi l’ultimo aggiornamento dello scadenzario. Eppure c’era qualcuno che parlava di Federazione amica, trasparente, vicina, tutta concentrata sulla comunicazione proattiva. E invece… Ma la vera chicca bimbi è il verbale del primo CF. Oh, pubblicato con comodo eh, riunione il 27 Novembre, con verbale approvato nel successivo consiglio del 7 Dicembre, è stato pubblicato solo stasera poco prima di cena. Gli ho dato una rapida scorsa, vorrei fare qualche veloce riflessione con voialtri, esseri meschini che vi ritrovate su queste paginette a leggere le mie smargiassate sul basegoal di Cialtronia. Intanto il Sole della Nazione ci avvisa che è tanto amico con Abodi, il Ministro dello Sport, che fu Presidente del Comitato Organizzatore di quel capolovoro che fu il Mondiale del 2009, l’evento che mi fece dire basta a questo strazio. Oltre alle note burocratiche e organizzative, dove spesso si legge di interventi del Segretario a dipanare la matassa, si passa alla polpa vera e propria. Dopo mesi di fuffa elettorale parliamo di ciccia, finalmente: 2 partite da 9 inning, su giorno unico, il sabato. L’antibaseball, per il poco che può valere il mio giudizio, ma 7 società su 8 sono favorevoli quindi presumo che sia abbastanza sicura come cosa, come è anche democraticamente giusto che sia. Non ricordo questa proposta nello show che Mazzieri ha fatto a Firenze, anzi mi pare di ricordare che fosse una proposta del programma di Sforza, se sbaglio mi corigerete, diceva un tale. Comunque sia: l’ottica è quella di spendere meno. Che in questa maniera si pretenda di fare prigioniero un ipotetico spettatore dalle 15-16 alle 22-23 in stadi senza nemmeno i bagni o un punto ristoro (con estati che stanno sempre più avvicinando la temperatura media a quella necessaria alla fusione della ghisa) è un dettaglio. Da Sole della Nazione il nostro caro leader potrebbe tramutarsi anche nell’Ombra della Nazione, dato che Egli è multitasking. Oh, tralasciamo il fatto che in questa maniera si trasforma il baseball in una gara di resistenza (vi immaginate bellini lessi i giocatori dopo 8-9 ore di basegoal allo schianto del sole?), ma sono dettagli. Eppure avrebbero anche un luminare di questa roba nel team: Gianni Natale che ne pensa di 9 ore pressochè continuative di baseball? In quale altro paese del mondo viene giocato così? Quindi una regular di 28 partite, poi i playoff con le serie al meglio delle 5: a conti fatti si giocherebbe meno che con la cervellotica formula dell’era Marcon, ma questo facciamolo pure passare in cavalleria. Dopo questo antipasto, arriva il piatto forte: “ l Presidente spiega di aver verificato il discorso degli AFI e Non AFI, l’idea è quella di lasciare l’utilizzo di quattro AFI nel line-up e dare la possibilità per la prima partita, dedicata al lanciatore AFI di utilizzare, in alternativa all’AFI, un lanciatore di passaporto italiano . Questa modifica, spiega il Vicepresidente Bissa, viene proposta perché molte società non riescono a giocare nove inning con gli AFI ” AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAH Eccola la grande riforma AFI che non hanno avuto il coraggio di esplicitare per 8 mesi, i cavalieri del settore giovanile tricolore. Quelli che accettano di giocare 9 ore filate a baseball per ridurre i costi ma non di limitare gli oriundi, che evidentemente giocano gratis. Che fenomeni, ragazzi. E che fenomeno chi gli ha creduto, quando in campagna elettorale rilasciavano interviste del genere: https://www.oasport.it/2024/11/marco-mazzieri-vuole-cambiare-il-baseball-piu-italiani-in-campo-accademie-regionali-e-serie-a-da-riformare/ Io ve lo avevo detto che di Mazzieri ce ne sono almeno 2, almeno sul tema oriundi, eccovi serviti. E’ tornato il gemello cattivo, dopo che in campagna elettorale aveva mandato avanti il gemello buono che dichiarava ad esempio “ Credo che dobbiamo entrare in questo ordine di idee, prendendo magari due stranieri in meno e investire qualcosa in più per l’accoglienza dei nostri stadi e cercare di organizzare le cose in un modo un tantino diverso ”. Dopo questo punto si legge di un Consigliere che lamenta il fatto di trovarsi di fronte al fatto compiuto, non proprio il massimo da parte di colui il quale ce lo ha fatto a sushi perché il presidente uscente in un consiglio federale di Ottobre aveva confermato quanto deciso a Gennaio. Ma l’Uomo d’Acciaio non ci sta e ribatte gagliardo che i tempi erano stretti e l’entrata ad Addis Abeba non era rimandabile, magnanima invece la Centrone che addirittura concede libertà di scelta (su determinate cose) al Consigliere Mannucci. Porta la pace Bissa, ricordando a tutti l’importanza del concetto zen del “Si starà a vedere”: è solo una proposta presentata alle Società, niente di serio, inutile scaldarsi tanto. Il Caro Leader poi si sposta su una impellente necessità del malandato baseball italiano: le palle da gioco. Lo rampogna subito il Segretario (tutta la nostra solidarietà) che rammenta che non v’è alcuna palla ufficiale, solo delle specifiche tecniche da rispettare poi ognuno faccia come meglio crede, altrimenti tocca indire un bando per la fornitura a livello Federale. Il nostro, evidentemente esausto, lascia la parola a Ferrini che lascia perdere il discorso palle e torna sulla formula del campionato. Si intromette poi la vedova Cioli, rammentando che la grondaia del Dottor Busdraghetti perde acqua sulla sua Ritmo color pervinca. La portano via. Intanto Ferrini continua e in uno slancio di entusiasmo già volge lo sguardo verso il sicuramente radioso 2026 (quando lo faceva Marcon era “megalomania”, ricordiamolo), con l’ipotesi della Serie A Gold solo per abbonati Premium. Torna poi in scena il Presidente, ci comunica che pare sia prevista una regola per l’obbligatorietà di un Under18 in B e due in C nel lineup. Non era legato al discorso promozione? Ora è obbligatorio? Ben venga eh, solo che si era raccontato un’altra storia fino a 10 giorni prima di questo CF. Ora uno di botto, tutto insieme in B, la terza serie, mi pare una mossa un po’avventata e che comporta un gran coraggio da parte delle società, devo essere sincero, ma si sa che il coraggio non manca al nostro presidente. Mi auguro che ci si dia da fare nel cercare qualche giovane italo-qualcosa, che bisogna alzare il livello anche della B, chissà che Illuminati con i suoi open tryout in Venezuela non faccia scuola. Il Presidente poi auspica la nascita della Lega, nuovo battibecco con il consigliere Mannucci (ma c’era anche qualcun altro o era una cosa tra Mazzieri e Mannucci?), che prova a presentare al Caro Leader Madame Realtà, ma ormai il dado è tratto. La news (mai nominata in campagna elettorale) è la Lega. A questo punto entra in scena il Mago Fischio, fa il numero dei colombi che escono dal cappello e se ne va. Il Presidente comunica che tra le varie modifiche della Regola AFI è stata cancellato l’obbligo di tesseramento per tre anni consecutivi per non perdere lo Status di AFI, cosa che fa il paio con lo sdoganamento dei pitcher oriundi: la scuola italiana rinasce. Tremenda poi la sezione "Varie ed eventuali": il Presidente non sa che le spese del Torneo delle Regioni (un must del nostro baseball) è a carico Fibs, non dei singoli Comitati Regionali. Reso edotto di queste minuzie ha l'illuminazione: più autonomia ai Comitati Regionali (l'esatto opposto di quel che diceva in campagna elettorale, giova ricordarlo). Anche qui Mannucci gli ricorda che ogni CR ha un budget con il quale si muove in autonomia, aiutato nella spiegazione e nelle dovute puntualizzazioni dal solerte Segretari, che -capita l'antifona- suggerisce di trovare "un referente che sia disponibile e si sappia muovere sul territorio". Eh, peccato non averci pensato prima, nella formazione della squadra, potrebbe malignare qualche cattivone: ma non era il team con la crema del baseball italiano? Sappiamo (o almeno è lecito pensare) che poi la scelta del referente cadrà sul buon Condipodero, nominato nel successivo CF quale Ras per il Regno delle Due Sicilie. Ci sarebbe da sperare che questo renda Mazzieri un presidente a 2/3 (o fino a Nettuno, vedete voi come vi torna meglio). Trovo peraltro ingiusto il trattamento riservato a Sforza, non ancora ricompensato per la carrettata di voti portata al ballottaggio. Su, Presidente, non sia avaro: un posticino anche a Sforza, alla fin fine se lo merita. Specialmente nella lettura di questa sezione ho fatto davvero fatica a non pensare a questa scena:
Autore: Enrico Luschi 7 dicembre 2024
Ave villici! Eccoci tornati a parlare del basegoal italiano, quel piccolo microcosmo allo sbando in questa penisola alla deriva nel Mediterraneo. Non è che sia successo molto dal mio ultimo articolo, ma cerchiamo di ricordarci tutto. Senza ulteriori indugi eccoci quindi pronti a scandagliare gli abissi del nostro patetico mondo. Pronti? Gnamo! Partiamo prima dal lato sportivo: si segnala la nomina di Carlino Del Santo come manager del BBC, i rumors circolavano da mesi e alla fine si è trovata conferma. Per Del Santo, mi dicono, è un ritorno sulla panchina maremmana, dopo la parentesi degli anni della derelitta Serie A Federale, serie alla quale fu costretta la compagine maremmana dopo l’allegra gestione Banchi e post-Banchi. BBC che sul mercato ingaggia Cinelli dal BSC, richiesto espressamente dal neo-manager biancorosso. Si segnala, notizia di oggi, anche il taglio/non conferma di Barcelan, terza base cubano da qualche anno in forza alla compagine grossetana. Chissà da chi sarà rimpiazzato. Per l’unica volta che ho visto il BBC, in TV, mi era parso -anche se non certo un fenomeno- probabilmente il migliore del roster, comunque sia una perdita di non poco conto per il lineup maremmano. Sul lato mercato mi piace segnalare anche la bella parabola di Pomponi, che finalmente saluta la Serie A1/Girone Elite e si accasa al Crocetta, una formazione nei giorni dei derelitti, quelli della perduta gente. La storia di Pomponi mi pare sia un altro perfetto esempio del perché siamo nelle condizioni in cui siamo. Allora, premetto che Pomponi non l’ho mai visto giocare e non so nemmeno chi sia, il mio giudizio si basa esclusivamente sulle statistiche che si riescono a trovare online. Vediamo un po’: esordio nel 2020, il 2021 si smezza tra Parma e Oltretorrente, nel 2022 batte .378 con Oltretorrente e si merita anche UN turno col Parma. Forte di un 2022 da 378 di media battuta ed 88 inning con ERA intorno al 3.50 per Pomponi il 2023 è un anno ricco di soddisfazioni: ben 7 AB con la maglia dei ducali e 16 inning (oh, quasi due partite intere!) sul monte. Nel 2024 si sposta a San Marino dove lancia -con una ERA che sfiora i 7- 25 inning tutti insieme. E ora via in A2. Che bello il basegoal italiano, sempre foriero di belle storie da raccontare. E ci stiamo a preoccupare di fare proselitismo, di attirare nuove leve, quando trattiamo così i migliori (nemmeno i peggiori, i migliori) di quelli che già abbiamo, che oltretutto ci siamo tirati su per un decennio. Se tra 2 anni Pomponi (o un altro nome, Pomponi ovviamente in questo caso è solo un nome per fare l’esempio) smette domandiamoci perché. Passando al lato politico, bisogna segnalare la missione all’estero del Doge di Roselle. Fiume -ahinoi- non è ancora Italiana, ma il Grande Organizzatore è andato prima a New York a mangiare la tortina e a farsi queste foto (che ha poi deciso anche di rendere pubbliche, confermando quelle tesi che sostengono la non ulteriormente rinviabile necessità di proibire l’uso dei social agli ultra 40enni):
Autore: Enrico Luschi 28 novembre 2024
Prime uscite pubbliche e primo CF dell'Era del Sole.
Autore: Enrico Luschi 19 novembre 2024
Ave villici! Alla fine l’Uomo del Destino l’ha spuntata, con fatica, ma ce l’ha fatta. Ha vinto al ballottaggio contro il presidente uscente Marcon. Oh, già questa la dovrebbe dire lunga, su che razza di impresa abbia messo a segno Mazzieri: due anni a giro per l’Italia a ripetere allo sfinimento le solite 4 frasi di propaganda, a chiedere i desiderata alle società, sulla base di queste audizioni stilare un programmino (ma proprio ino ino, visto quanto si è imbrodato Mazzieri) che per non scomodare di serio nulla smuove, lui che non è politico ma uomo del campo, ha avuto bisogno dell’alleanza elettorale con Condipodero e soprattutto di Sforza (questa ovviamente legittima, mica come quella di quel balordo di Totoni Sanna con il Presidente uscente). Già, perché al primo turno, senza effetti diretti di questa strana alleanza, nel conteggio dei voti era indietro rispetto a Marcon. Una cosa che mi sono sempre dimenticato di sottolineare, lo faccio ora, anche se è “fuori tempo massimo”: ma la comunicazione a Mazzieri chi gliela ha curata? Mesi a ripetere ossessivamente le stesse cose tipo : “ mi dicono che sono un uomo di campo, non un politico”, che a me ha ricordato tanto l’urlo borgataro di quella poveretta della Taverna “Ahò, io nun zo’ na bolidiga!”, oppure “non lo facciamo per noi, non ci guadagniamo nulla”, che ripetuto all’esasperazione mette in allarme anche il più ingenuo dei benintenzionati, oppure ripetere i soliti messaggi per mesi, a rotazione. Boh, io non ci capisco molto di comunicazione, poi alla prova dei fatti ha avuto ragione lui, però che palle, ragazzi! Vabbè, come non detto, siano festanti le masse, sia il giubilo delle genti: Mazzieri è Sire. Ora viene il bello, perché con trionfo di tale entità (praticamente tutto l’intero Consiglio Federale è a trazione mazzieriana) non avrà nemmeno scuse di correnti alle quale appigliarsi, elementi che remano contro e altre piccinerie: ora non ha che da bere l’amaro calice fino in fondo e salvare il baseball. E in caso di fallimento sarà dura indicare un colpevole diverso. Già dal prossimo Consiglio Federale è lecito aspettarsi grandi cose, del resto non dubitiamo del coraggio dell’ex capitano del BBC. Non vorrà deludere l’orda di corifei che online hanno raggiunto picchi di idolatria degni del settarismo religioso più ottuso, perché c'è da scommettere -ad esempio- che chi salivava copiosamente contro il baseball a 7 inning firmato Marcon farà lo stesso contro il baseball a 7 inning confermato da Mazzieri. Certo, nel caso qualcuno riuscirà a dire che quelli di Mazzieri sono meglio, che magari sono sempre 7 ma sembrano già 9 e comunque non sarò colpa sua, non c’è da dubitarne, del resto il guru non può errare e la disillusione è sempre un cattivo cocktail da mandare giù. A tal proposito, giusto per una insignificante testimonianza: pubblico online questo messaggio:
Autore: Enrico Luschi 14 novembre 2024
I due scenari a poche ore dalle elezioni FIBS
Altri post
LA STRATEGIA DELLA PENSIONE
promuove una raccolta fondi per

UNA GIACCA PER SALVINI

Siamo nati da pochissimo, ma il Sociale è sempre al centro dei nostri progetti. Ci sembra giusto quindi, per questa nostra prima iniziativa, dedicarci ad un caso sotto gli occhi di tutti, ma al quale nessuno sembra prestare attenzione.

Abbiamo assistito, nel giro di pochi mesi, alla distruzione morale di una persona, colui che tutti conosciamo come "Il Felpa Nord". Sono stati davvero mesi durissimi, nonostante l'escalation politica.

Prima l'amara scoperta a mezzo stampa di essere solo un povero

becco

poi la condanna sui 49 milioni di euro desaparecidos (sempre per rimanere fedele al detto "Chi sbaglia paga, volendo anche in comode rate"), poi la mazzata finale: la Isoardi, probabilmente perchè stufa di dover stirare camicine a giornata a uno che sta a farsi selfie dalla mattina alla sera (e che pensa solo a cosa ingurgitare), lo ha mandato in culo.

Solo e senza colf, il nostro piccolo Matteino Tuttominchia ha iniziato ad andare in giro senza niente di pulito addosso e vive grazie alle donazioni dei nostri Corpi Militari o Assistenziali.

Peraltro la situazione di totale indigenza non è una novità. Siamo sicuri che ricordiate tutti bene, quando (mollato dalla ex precedente forse????) andava in giro con le felpe con sopra scritti i nomi delle città che visitava, come se volesse far notare che aveva compreso dove si trovasse.

Sia come sia, ormai non passa giorno che non lo si veda sbucare con una felpa della Polizia, o dei Vigili del Fuoco o della Protezione Civile o chissà cos'altro.

Non possiamo permettere che questo scempio vada ancora avanti. Aiutiamolo, anche a casa sua. Il primo passo è donargli una giacca, per impedirgli di dover elemosinare divise a destra e sinistra. Poi, una volta raccolta una cifra consona all'acquisto di un capo, passeremo alla "fase 2", ovvero la ricerca di una nuova colf che gli stiri i panni in casa.

Non restare indifferente a questa barbarie: non abituiamoci a vedere un Ministro dell'Interno con indosso una divisa di un corpo militare.

Share by: