chiaramente proprio per perculare il fan club mazzieriano la sera stessa delle elezioni. Le reazioni mi lasciano sconcertato: il post riceve un centinaio di "mi piace" che lo prendono seriamente, tra cui anche quelli di ex giocatori storici e anche uno di un neo-eletto consigliere federale (che a quanto pare trova normali e auspicabili tali toni, viene da pensare). La vera chicca però sono le 7 persone che commentano con frasi piccate del tipo “e il softball??!!!1!!uno!!!”. Del resto siamo in queste condizioni perché questi siamo, i cervelli questi sono.
Sull’idolatria mi ci soffermo un attimino meglio, più seriamente, perché davvero mi pare già di rivedere l’epoca della politica fraccariana, con gli stadi che si svuotavano col pisano di Livorno a vaneggiare di IBL che ora arriva, aspettate che arriva, guarda un po’ laggiù lo Stadio di Roma alla Garbatella, no all’Eur, forse vedrai alla Cecchignola etc etc. Siccome vedo una preoccupante idolatria che non accompagnò Fraccari alla sua prima elezione, mi permetto solo di mettere in guardia, per il poco che possa valere una mia parola sul tema.
C’è una piaga che mina alle fondamenta la credibilità e il futuro del baseball italiano: l’acritica e cieca adulazione verso Marco Mazzieri. È fondamentale che si comprenda, senza infingimenti o parole di circostanza, che il ruolo di presidente della Federazione Italiana Baseball e Softball è un compito che richiede visione, autonomia di pensiero, responsabilità verso tutti gli attori dello sport. Eppure, assistiamo all’emergere di un’orda di sostenitori che, quasi storditi dalla promessa di cambiamento, esaltano Mazzieri senza riserve, incapaci di un minimo sguardo critico, del sano esercizio del dubbio, come se l’incoronazione di un uomo potesse risolvere tutte le criticità che pervadono il nostro movimento.
Chi sono questi sostenitori acritici? Sono coloro che, senza porsi domande, proclamano Mazzieri come un “salvatore” del baseball italiano. Questi sostenitori, più che promuovere una riflessione sul futuro della nostra Federazione, sembrano presi da una specie di delirio collettivo, trasportati dalla voglia di cambiamento a qualunque costo. È troppo facile, troppo comodo puntare tutto su un nome e pretendere che basti ad affrontare la complessità del baseball italiano. Il nostro movimento sportivo non è un mondo monodimensionale: abbracciare ciecamente una leadership senza esigere risposte chiare è un errore che, se non corretto, ci porterà solo a ripetere le stesse dinamiche di sempre. L’esaltazione acritica, l’incapacità di mettere in discussione il leader, non fa che allontanarci da un dialogo veramente costruttivo. Ma come può accadere questo se gli stessi sostenitori di Mazzieri sembrano incapaci di accogliere qualsiasi forma di dibattito? Basta una parola che metta in discussione il loro leader per attirarsi accuse di disfattismo e mancanza di fede nel progetto, come se ad esempio fosse colpa mia che sulla questione “oriundi” aveva una posizione da manager del BBC, poi un’altra da Manager della Nazionale e un’altra ancora da candidato alla Presidenza. Certo, nella vita si può cambiare idea, è stupido non cambiare mai le proprie posizioni. E’ però anche stupido credere a chi cambia un po’troppo spesso posizioni, e sempre nella direzione che più lo accomoda nel momento. La Federazione ha bisogno di coesione, ma non di uniformità cieca, non di sostenitori che acclamano senza porsi domande, senza chiedere chiarezza.
Le ore immediatamente successive al trionfo passano in susseguirsi di chicche che è bene non dimenticare, perché sono testimonianze preziose: primo venne il Bar del Baseball che pubblica subito teneri ricordi degli albori del piano poltico (ah no, scusate, si dice "il piano di azione dell’uomo di campo") che ha portato all’elezione di Mazzieri. Addirittura si era andati a raccattare la community social per far rete -par di capire- e comunque sia “non potete starne fuori come fate ora” marcocciano lo diamo per assodato, visto che nessuno dei taggati ha avuto da ridire qualcosa, almeno pubblicamente. Un bel reminder stile Rutelli/Guzzanti “Berluscò, ricordate degli amici, ricordati di chi ti ha voluto bene!”, che vedremo se frutterà qualcosa agli animatori della community social. Certo che se l’Uomo del Campo è al livello di andare a correre dietro a Marcoccio e compagnia quali megafoni…..Comunque, cazzi suoi/loro, tutto legittimo sia chiaro (magari solo triste per chi ha passato poi la campagna elettorale a proclamarsi “equidistante” da una parte e “uomo del campo, non avvezzo ai teatrini della politica” dall’altra, triste, ma sicuramente legittimo), altrettanto legittimo da parte mia darne il giudizio che reputo più consono ai miei standard.
Sul resto del patetico circo post trionfo non credo meriti spenderci nemmeno una parola, del resto se siamo questa miseria è perché questi siamo, mi ripeto, e se siamo in 10 a fare una cosa, l'interesse di tutti è affinchè domani si sia in 8, tutti amici, piuttosto che in 12 con 2 che magari dissentono.
Oh, giusto per chiarire, spero una volta per tutte, poi non ci torno più sopra perchè spiegare le cose di 20 anni fa a dei lesionati mentali non è il mio lavoro e mi pare anche ridicolo, ma è bene chiarire alcuni punti: nessun rancore personale con nessuno, non ne avrei nemmeno francamente motivo.
Se poi intendete le critiche (come se facessi solo critiche, poi, che cazzo) come livore, rancore o quant'altro è un problema vostro, nel mondo normale è legittimo pensarla diversamente senza dover essere messi al rogo. Ma dato che mi ricordo bene come veniva trattato, 15-20 anni fa, chi diceva che la ricetta da seguire era quella ceca o tedesca e le risate di scherno degli espertoni, puntualizziamo un attimo, se non vi dispiace.
All'epoca si era trattati da appestati, anche solo a nominare la Repubblica Ceca, la Germania o -Dio non volesse- l'Olanda, dato che tutti erano dietro al Rollandini di turno per "alzare il livello". Livello che si è talmente alzato -con ulteriori 20 anni di quella ricetta- che adesso la Repubblica Ceca o la Germania ci fanno il culo sul campo, coi loro, e noi dobbiamo metterci anche gli ascari, per rendere la sfida almeno giocabile. Ecco, lezioni di visione del mondo da chi 20 anni fa sognava tutto bagnatissimo Rollandini anche no, grazie. Un pochino va bene, poi anche basta.
Ve lo ricordate Flavio Rinaldi in Germania? Io si, e mi ricordo bene anche chi e cosa diceva all'epoca, riguardo alla Germania, dove Flavio -per carità, Rinaldi Flavio, mica il nuovo Gambuti- era dovuto emigrare per giocare (perchè anche in A2 c'erano gli Alagna, o i Serafin de Camargo o i Maggi). Ora leggo quello che dicono nel 2024 i geniacci, ma allora si facevano grasse risate su Rinaldi ed il campionato tedesco. Regensburg? ll movimento tedesco, o quello ceco? Tutte segate, ci dicevano. Noi abbiamo l'Accademia qui, si sa noi come fare. E a ricordare quelle parole, i giudizi sprezzanti, il dire che -boh, Fraccari, per dirne uno dei big names?- aveva preso fischi per fiaschi quello in imbarazzo dovrei essere io? Ma voi state male, bimbi, seriamente. Che gli altri correvano e noi si buttavano tempo e soldi a cazzo dietro Maggi e Alagna era palese 20 anni fa, bastava essere mezzeseghe panchinari in A2, non si doveva essere gli inventori del baseball. Ok, invettiva fatta, torniamo a noi.
Segnalo invece questa chicca, ingiustamente passata sotto silenzio:
https://www.baseball.it/2024/11/12/vincent-cimini-uno-yankee-a-boston
Una bella intervista ad un simpatico paisà d’oltreoceano (oh, ci fosse mai un’intervista a un ragazzo in gamba dell’U21 o U18, ci avete fatto caso?) che ci svela alcuni dettagli da non sottovalutare. Il primo è che nel 2021 è stato avvicinato da Gianmarco Faraone -Director of International Special Projects in FIBS, mica Er Pecora- che gli prospetta il giocare nella Nazionale azzurra, così, sulla fiducia. Il buon Vincent Cimini giustamente come prima reazione ci dice che pensa sia uno scherzo, uno perché probabilmente non crede che ci siano Nazionali che fanno reclutamento in questa maniera ridicola, due perché nel 2021 non è mai andato oltre il .216 in NCAA, con un ottimo .939 a difesa della terza base e si rende conto che a tutto debba pur esserci un limite. Capito che occhio il nostro Faraone? L’aveva trovato lui il nuovo Arenado.
Peraltro, a che titolo nel 2021 Faraone andava a promettere maglie azzurre? Aveva ruolo di selezionatore in una qualche rappresentativa? Sappiatemi dire, nel 2021 ero ancora sano di mente e mi tenevo ancora alla larga da questa fogna che è il basegoal italiano. Insomma viene ingaggiato per un weekend dal Campodonico (quello di Illuminati dei tryout in Venezuela) e dai e dai entra nel roster del Campionato Under 23 dello scorso anno, dove ci delizia con un prestigioso 1/11, il tutto condito da un portentoso .714 di media difensiva, frutto di 2 errori in 4 partite, che non è affatto male.
Quanto è costato, questo fenomeno? Cosa ha lasciato al movimento? Cosa si poteva fare con i soldi spesi anche solo per i viaggi aerei? Perché ancora ha spazio in un sito che fa fatica a seguire la cronaca ordinaria e che mai si è degnato di fare un’intervista a qualche altro ragazzo dell’Under23?
L’intervista ovviamente non salta il più classico degli evergreen quando si parla di paisà: le lacrime al momento dell’inno! Proprio come faceva Parisi, altro grande oriundo che tanto ha dato al baseball italiano nel primo decennio di questo secolo, la Golden Age fraccariana, descritta così dal popolo del web (minchia che disastro, davvero). Un fenomeno vero, il Parisi: il solo criticarlo era da persone incivili perché -appunto- piangeva all’inno. Noi a vederlo giocare, ma sono dettagli.
Si incendia il mercato, intanto: il BSC Grosseto, rimpiazza il Cinelli con una novità esotica, un oriundo franco-venezuelano, una primizia per il nostro campionato. Il giocatore ha un pedigree importante: Serie C (!) a Taranto nel 2022, poi massima divisione francese e nazionale francese e lo scorso anno lega indipendente giapponese (non sono stato capace di trovarla, mea culpa). Un giovane ricevitore, online si trova pressochè nulla: dicono abbia superato un tryout allo Scarpelli, quindi siamo a doversi fidare del giudizio di Vecchi ed il suo staff, ma mi rimane il dubbio riguardo all’utilità di un ingaggio del genere. Diciamo che si candida alla sorpresa dell’anno, la mettiamo così?
Sull’altro fronte cittadino ancora si aspetta a nominare il Manager per il 2024, intanto si saluta la Spirulina Becagli, sponsor degli ultimi anni, che si è defilato ufficialmente. Ovviamente la priorità è lo sponsor, per il Manager invece propongo una soluzione, per non passare sempre per il solito criticone che non propone mai nulla: con il reddito di cittadinanza si potrebbe richiamare Jairo Ramos Gizzi, bandiera della formazione biancorossa tanto tanto legato alla società che ha ritirato anche il suo #26. Mi pare una bella idea, no? Chi ha confidenza con le pratiche in società non potrebbe farci un pensierino? So di una società che ha già percorso questa strada, nel caso contattatemi che vi passo il numero.
Poi abbiamo questa, che a naso penso sia da considerarsi la lettera di addio di Mike Piazza:
https://www.fibs.it/it/news/il-programma-del-baseball-azzurro-secondo-mike-piazza
Alcuni passaggi sono importanti ed è giusto sottolinearli con l’attenzione che meritano, così magari offro anche qualche spunto di riflessione. Ci sarebbe davvero tanto di cui parlare, ma prima di perderci tempo sarebbe interessante sapere se tutte le iniziative che cita Piazza verranno confermate o cancellate dalla nuova dirigenza FIBS, ma per quello ci vorrebbero dei giornalisti e dei siti di informazione, quindi chi vivrà vedrà. Limitiamoci quindi al folkore.
Si parte subito con una bella affermazione sulla quale è bene soffermarsi un secondo: “Dobbiamo assolutamente creare una cultura del baseball italiano che ci consenta di competere con i migliori, prima di tutto a livello europeo”. E allora perché ci portate anche un polmone come Cimini, quello di inizio articolo? A che gli serve a lui? E lui a noi a che ci serve? Cosa ci apporta di così importante da fargli fare un’esperienza (un clinic di due settimane con staff di MLB e un Hall of Famer) che mai in vita sua si sarebbe potuto permettere, probabilmente nemmeno dietro pagamento? Non era meglio portarci il primo degli esclusi, magari bolso, zoppo, ma che almeno per una 15ina di anni poi magari nel nostro misero campionato avrebbe la possibilità di giocare?
Bello poi il “Questa volta, dopo il Classic 2023, nessuno dei giocatori o dei tecnici ha abbandonato la chat di squadra”, ma come? Pazzi! Presidente, multiamoli subito, retroattivamente! Io non seguivo, ma mi ci gioco una cena per 4 che un po’ di retorica strappalacrime sulla coesione del gruppo, sui ragazzi che si sentivano italiani ma italianiproprioitalianieh se la è giocata da Manager azzurro, no? Prima che lasciassi perdere questo circo, mi ricordo che le piaceva tanto e la solfa di solito era “L’impegno di questi ragazzi non si esaurisce con il WBC”, salvo poi non rivederli mai più nel 90% dei casi, se non proprio Piazza! Oppure si potrebbe credere che un Hall of Famer menta per screditare Marco Mazzieri poco prima delle elezioni FIBS, perchè ci può stare anche quello.
A proposito, è semplicemente pazzesco che si sia riusciti a bruciare in questo modo, nel nulla cosmico che siamo, una leggenda del gioco, un Hall of Famer che solo di contratti a naso deve essere sui 120-13o milioni di dollari (come bruciare boh un Van Basten o uno Xavi) e a farci anche prendere per il culo da gente magari -sparo a caso- tipo Saccomanno, Ciofrone o altri carneadi del genere, gente che abbiamo portato a giro per il mondo con l'unico risultato di farci dare dei "carpetbaggers".